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Separazione consensuale in Comune: procedura, costi e requisiti 2025

Se tu e il tuo coniuge avete deciso di comune accordo di separarvi e non avete figli minori né immobili da dividere, potete utilizzare la separazione consensuale in comune. Questa modalità rappresenta l’opzione più rapida ed economica per formalizzare la fine del matrimonio.

In questa guida troverai tutte le informazioni pratiche: quando puoi utilizzare questa procedura, come funziona passo dopo passo, quanto costa, quali documenti servono e quanto tempo ci vuole dall’inizio alla fine.

La separazione in comune ti permette di risparmiare tempo e denaro. Eviti lunghe procedure in tribunale e costose parcelle legali. L’intero processo si svolge presso l’ufficio di stato civile del tuo comune e richiede la presenza di entrambi i coniugi solo in due occasioni.

Cos’è la separazione consensuale in comune

La separazione consensuale in comune è una procedura semplificata che permette ai coniugi di separarsi senza avvocato e senza passare dal tribunale. La legge ha introdotto questa possibilità per snellire le separazioni meno complesse e renderle accessibili a tutti.

La procedura si svolge interamente presso l’ufficio di stato civile del comune dove uno dei due coniugi ha la residenza o dove avete celebrato il matrimonio. Un ufficiale di stato civile riceve la vostra richiesta, verifica che abbiate i requisiti e registra la separazione.

Questa modalità è gratuita e molto veloce: dall’inizio alla fine servono circa 60-90 giorni totali. Non dovete sostenere spese per avvocati, bolli, contributi unificati o altre tasse processuali.

Differenza con le altre forme di separazione

Esistono tre modi per separarsi legalmente in Italia:

  • Separazione consensuale in comune: senza avvocato, davanti all’ufficiale di stato civile. Possibile solo con requisiti molto specifici (nessun figlio minore, nessun immobile)
  • Negoziazione assistita: con l’assistenza obbligatoria di un avvocato per ciascun coniuge. Utilizzabile anche con figli minori e patrimonio da dividere
  • Separazione in tribunale: procedimento giudiziario, sempre necessario quando i coniugi non trovano un accordo

La separazione in comune rappresenta l’opzione più semplice. Richiede un accordo completo tra i coniugi su tutti gli aspetti della separazione: addebito (o meno), eventuale assegno di mantenimento, restituzione di beni personali.

Quando è possibile: requisiti obbligatori

Non tutti possono utilizzare la separazione consensuale in comune. La legge stabilisce requisiti molto precisi e restrittivi. Se anche solo uno di questi requisiti manca, dovrai utilizzare la negoziazione assistita o rivolgerti al tribunale.

Puoi separarti in comune solo se ricorrono TUTTI questi requisiti contemporaneamente:

1. Nessun figlio minorenne

Non dovete avere figli minorenni, neppure nati fuori dal matrimonio. Il requisito vale sia per i figli comuni che per eventuali figli di uno solo dei coniugi riconosciuti da entrambi.

Se avete un figlio che compie 18 anni tra pochi mesi, dovete aspettare la maggiore età prima di avviare la procedura in comune. In alternativa potete utilizzare la negoziazione assistita, che consente di separarsi anche con figli minori.

2. Nessun figlio maggiorenne non autosufficiente

Se avete figli maggiorenni economicamente non autosufficienti (studenti universitari, disoccupati, portatori di handicap grave), non potete separarvi in comune. La legge richiede che questi figli ricevano tutela analoga a quella dei minori.

Il concetto di “non autosufficienza” include i figli che:

  • Studiano all’università e non lavorano
  • Sono disoccupati e cercano attivamente lavoro
  • Hanno disabilità che impediscono l’autosufficienza economica
  • Seguono percorsi di formazione professionale

Se vostro figlio maggiorenne lavora e si mantiene autonomamente, il requisito è rispettato e potete procedere in comune.

3. Nessun immobile da dividere

Non dovete essere proprietari di immobili in comunione legale o beni immobili acquistati durante il matrimonio che richiedono divisione.

Questo requisito esclude automaticamente molte coppie sposate da diversi anni. Se possedete insieme anche solo un appartamento, un garage, un terreno o una quota di eredità immobiliare, non potete separarvi in comune.

Attenzione: se uno solo dei coniugi è proprietario esclusivo dell’immobile (acquistato prima del matrimonio o ricevuto in eredità personale), il requisito è soddisfatto. Il problema si pone solo per gli immobili in comproprietà o acquistati in regime di comunione legale.

4. Pieno accordo su tutto

Dovete aver raggiunto un accordo completo su ogni aspetto della separazione:

  • Separazione con o senza addebito
  • Eventuale assegno di mantenimento in favore del coniuge economicamente più debole
  • Divisione dei beni mobili (auto, arredamento, gioielli, conti correnti)
  • Restituzione di effetti personali

Se c’è anche un solo punto di disaccordo, la procedura in comune non è percorribile. L’ufficiale di stato civile non può risolvere controversie: si limita a registrare l’accordo che gli presentate.

Procedura completa step-by-step

La separazione consensuale in comune segue un percorso preciso articolato in 5 fasi. Vediamo nel dettaglio cosa dovrai fare in ogni passaggio.

Step 1: richiesta al comune

Il primo passo è presentare la richiesta congiunta all’ufficio di stato civile. Entrambi i coniugi devono presentarsi personalmente allo sportello (non potete mandare delegati o rappresentanti).

Potete rivolgervi al comune dove:

  • Uno dei due coniugi ha la residenza
  • Avete celebrato il matrimonio

Durante questo primo appuntamento, l’ufficiale di stato civile:

  • Verifica la vostra identità (portate documenti validi)
  • Controlla che abbiate i requisiti di legge
  • Vi spiega le conseguenze giuridiche della separazione
  • Fissa la data del secondo appuntamento (tra 30 giorni minimo)

L’ufficiale vi consegnerà un modulo da compilare con i vostri accordi. Dovete indicare chiaramente se la separazione è con o senza addebito, se è previsto un assegno di mantenimento, come dividete i beni mobili.

Step 2: periodo di riflessione obbligatorio

Tra la prima e la seconda comparizione devono trascorrere almeno 30 giorni. Questo termine è obbligatorio e serve per darvi il tempo di riflettere sulla vostra decisione.

Durante questi 30 giorni potete:

  • Ripensare alla separazione e eventualmente rinunciare
  • Rivedere gli accordi economici se cambiate idea su qualche punto
  • Consultare un avvocato per verificare che gli accordi siano equi (anche se non obbligatorio)
  • Raccogliere i documenti necessari per la seconda comparizione

Se durante questo periodo cambiate idea e decidete di non separarvi più, basta non presentarvi al secondo appuntamento. La richiesta decade automaticamente senza conseguenze.

Step 3: secondo appuntamento e conferma

Dopo almeno 30 giorni, vi presentate nuovamente davanti all’ufficiale di stato civile. Anche in questo caso la presenza di entrambi è obbligatoria.

L’ufficiale:

  • Verifica che confermiate la volontà di separarvi
  • Vi rilegge gli accordi che avete sottoscritto
  • Chiede conferma esplicita ad entrambi
  • Riceve eventuali modifiche dell’ultimo minuto (se concordate)

Se entrambi confermate, l’ufficiale redige il verbale di separazione che firmate contestualmente. Da questo momento la separazione diventa efficace.

Step 4: registrazione dell’atto

L’ufficiale di stato civile provvede a:

  • Registrare la separazione nei registri dello stato civile
  • Annotare la separazione sull’atto di matrimonio
  • Comunicare la separazione al comune dove avete celebrato il matrimonio (se diverso)
  • Rilasciarvi copia autentica del verbale di separazione

Questo verbale ha valore legale immediato e produce tutti gli effetti della separazione: cessazione dell’obbligo di convivenza, cessazione dell’obbligo di fedeltà, separazione dei patrimoni.

Step 5: trascrizione e comunicazioni

Il comune trasmette l’atto di separazione ai vari uffici competenti:

  • Agenzia delle Entrate (per questioni fiscali)
  • INPS (se percepite pensioni o assegni)
  • Anagrafe tributaria

Voi non dovete fare nulla: il comune si occupa automaticamente di tutte le comunicazioni. Riceverete a casa (o via PEC se l’avete indicata) una copia del verbale registrato da conservare.

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Analizzeremo insieme la tua situazione e ti indicherò la strategia più vantaggiosa.

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Costi: quanto si spende

La separazione consensuale in comune è completamente gratuita. Non paghi nessun costo per l’attività dell’ufficiale di stato civile, che fa parte dei servizi pubblici offerti dal comune.

Dettaglio spese

Ecco cosa spendi (e cosa NON spendi) con la separazione in comune:

Voce di spesa Costo
Presentazione richiesta Gratuito
Assistenza ufficiale stato civile Gratuito
Registrazione atto Gratuito
Copie autentiche verbale (2-3 copie) Solo marche da bollo
Avvocato Non richiesto
Contributo unificato tribunale Non necessario
TOTALE Solo marche da bollo

L’unica spesa reale riguarda le marche da bollo per ottenere copie autentiche del verbale di separazione. Ti consiglio di richiedere almeno 2-3 copie: una per te, una per il coniuge, una da conservare per eventuali necessità future (banca, INPS, pratiche amministrative).

Confronto con altre procedure

Vediamo quanto risparmieresti scegliendo la separazione in comune rispetto alle altre modalità:

  • Separazione in comune: Solo marche da bollo
  • Negoziazione assistita: Costi contenuti (onorari avvocati)
  • Separazione consensuale in tribunale: Costi elevati (avvocati + contributo unificato)
  • Separazione giudiziale: Costi molto elevati (procedimento lungo con più udienze)

Il risparmio è evidente. Se hai i requisiti per separarti in comune, la spesa è minima rispetto alle altre procedure.

Tempi: quanto ci vuole

La separazione consensuale in comune è la modalità più veloce per separarsi legalmente. I tempi totali vanno da un minimo di 60 giorni a un massimo di 90 giorni, salvo casi eccezionali.

Cronologia dettagliata

Ecco la tempistica tipica dall’inizio alla fine:

  • Giorno 0: Prenoti appuntamento presso l’ufficio stato civile (tempi di attesa variabili: 5-15 giorni a seconda del comune)
  • Giorno 1-15: Primo appuntamento in comune. L’ufficiale fissa il secondo appuntamento dopo almeno 30 giorni
  • Giorno 16-45: Periodo di riflessione obbligatorio (minimo 30 giorni)
  • Giorno 46-60: Secondo appuntamento e firma del verbale. Separazione efficace immediatamente
  • Giorno 61-90: Il comune completa le registrazioni e le comunicazioni agli enti (tu non devi fare nulla)

Nella maggior parte dei casi entro 60-75 giorni la pratica è completata. Se il comune ha molto carico di lavoro o ci sono festività di mezzo, i tempi possono allungarsi fino a 90 giorni totali.

Fattori che influenzano i tempi

Alcuni elementi possono accelerare o rallentare la procedura:

  • Efficienza del comune: i comuni grandi e ben organizzati gestiscono le pratiche in 60 giorni. Comuni piccoli o sotto organico possono impiegare 90 giorni
  • Stagionalità: agosto e dicembre sono mesi in cui gli uffici pubblici rallentano per ferie e festività
  • Disponibilità di slot: se l’ufficio stato civile è molto richiesto, l’attesa per il primo appuntamento può allungarsi
  • Completezza documentazione: se dimentichi documenti, devi riprendere appuntamento e i tempi si dilatano

Rispetto alle altre modalità, la separazione in comune è comunque la più rapida:

  • Negoziazione assistita: 90-120 giorni
  • Separazione consensuale in tribunale: 6-12 mesi
  • Separazione giudiziale: 12-24 mesi (o più se molto conflittuale)

Documenti necessari

Per avviare la separazione consensuale in comune devi portare con te alcuni documenti essenziali. Prepara tutto prima del primo appuntamento per evitare di dover tornare.

Documenti obbligatori

Al primo appuntamento porta:

  • Documento d’identità valido di entrambi i coniugi (carta d’identità o passaporto)
  • Codice fiscale di entrambi
  • Certificato di matrimonio (richiedilo al comune dove vi siete sposati, serve quello “integrale” non quello “per riassunto”). Il certificato deve essere recente (emesso da non più di 6 mesi)
  • Stato di famiglia di entrambi i coniugi (lo richiedi all’anagrafe del tuo comune di residenza)
  • Autocertificazione che attesta l’assenza di figli minori o maggiorenni non autosufficienti (il comune di solito fornisce un modulo precompilato)
  • Autocertificazione che attesta l’assenza di immobili in comproprietà

Documenti utili (non obbligatori)

Alcuni comuni richiedono o apprezzano anche:

  • Accordo scritto sui beni mobili da dividere (auto, conti correnti, arredi). Non è obbligatorio, puoi anche dichiararlo verbalmente all’ufficiale che lo trascrive
  • Visure catastali se possedete immobili individuali (per dimostrare che non sono in comproprietà)
  • Estratto conto coniugale se c’è un conto corrente cointestato da chiudere o dividere

Come ottenere i documenti

Ecco dove richiedere i documenti principali:

  • Certificato di matrimonio integrale: Comune dove avete celebrato il matrimonio (online o allo sportello). Richiede marca da bollo. Tempo: rilascio immediato o in 2-5 giorni
  • Stato di famiglia: Anagrafe del comune di residenza (online o allo sportello). Gratuito. Tempo: immediato
  • Visura catastale: Agenzia delle Entrate (online o allo sportello). Costo minimo. Tempo: immediato

Ti consiglio di richiedere tutti i documenti con almeno 10-15 giorni di anticipo rispetto all’appuntamento, per avere margine in caso di ritardi.

Quando NON è possibile

Esistono diverse situazioni in cui la separazione consensuale in comune non è percorribile. Vediamo i casi più comuni in cui devi necessariamente scegliere la negoziazione assistita o rivolgerti al tribunale.

Presenza di figli minori

Se avete figli minorenni (anche uno solo), non potete separarvi in comune. Questo vale anche se:

  • Il figlio è nato fuori dal matrimonio e uno solo di voi è il genitore biologico
  • Il figlio è stato adottato da entrambi
  • Il figlio compirà 18 anni tra pochi giorni (dovete aspettare la maggiore età)

La legge richiede che le separazioni con figli minori passino sempre attraverso un controllo giudiziario (tribunale) o quantomeno con l’assistenza di avvocati (negoziazione assistita). L’obiettivo è tutelare l’interesse superiore del minore.

Presenza di figli maggiorenni non autosufficienti

Anche se vostro figlio ha compiuto 18 anni, se non è economicamente autosufficiente dovete utilizzare procedure che prevedono tutele analoghe a quelle dei minori. Non potete separarvi in comune.

Alcuni esempi tipici:

  • Figlio universitario che studia e non lavora
  • Figlio disoccupato in cerca di occupazione
  • Figlio con disabilità che impedisce l’autosufficienza
  • Figlio che frequenta master, dottorato, scuole di specializzazione

Se vostro figlio maggiorenne lavora stabilmente e si mantiene da solo, potete separarvi in comune.

Presenza di immobili in comproprietà

Se possedete insieme anche solo un immobile (casa, garage, terreno, quota di eredità immobiliare), la separazione in comune non è possibile. Dovete dividere il patrimonio immobiliare attraverso una procedura che consenta di regolare questi aspetti.

Questo requisito esclude automaticamente:

  • Coppie che hanno acquistato casa insieme
  • Coppie in regime di comunione legale che hanno ereditato immobili
  • Coppie che possiedono seconde case, terreni, box auto in comproprietà

Se uno solo dei coniugi è proprietario esclusivo (acquisto pre-matrimoniale o eredità personale), la separazione in comune rimane possibile.

Disaccordo su uno o più punti

La separazione in comune richiede accordo totale su ogni aspetto. Se c’è disaccordo anche su un solo punto, dovete scegliere altre strade:

  • Disaccordo sull’addebito della separazione
  • Disaccordo sull’assegno di mantenimento (importo, durata, modalità)
  • Disaccordo sulla divisione di beni mobili (auto, conti, gioielli)
  • Disaccordo su chi resta nella casa coniugale (se in affitto)

L’ufficiale di stato civile non può mediare o risolvere controversie. Si limita a registrare accordi già raggiunti. Se non trovate l’accordo, rivolgetevi a un avvocato per la negoziazione assistita o, in caso di forte conflitto, procedete con separazione giudiziale.

Uno dei coniugi è all’estero

La legge richiede la presenza fisica di entrambi i coniugi a entrambi gli appuntamenti in comune. Non sono ammesse deleghe, procure o partecipazioni da remoto.

Se uno di voi risiede stabilmente all’estero o non può rientrare in Italia per i due appuntamenti, la separazione in comune non è possibile. Dovete utilizzare la negoziazione assistita o la separazione in tribunale, che consentono la rappresentanza tramite avvocato.

Non sei sicuro di avere i requisiti?

Se hai dubbi sulla possibilità di separarti in comune o vuoi valutare alternative più adatte alla tua situazione, richiedi una consulenza gratuita di 30 minuti.

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Domande frequenti sulla separazione consensuale in comune

Posso separarmi in comune se ho figli maggiorenni che studiano all’università?

No. Se tuo figlio maggiorenne frequenta l’università e non lavora, la legge lo considera “non autosufficiente economicamente”. In questo caso devi utilizzare la negoziazione assistita o la separazione in tribunale, che consentono di regolare l’assegno di mantenimento per il figlio studente. Solo quando tuo figlio completa gli studi e trova lavoro stabile puoi considerarlo autosufficiente.

Devo pagare un avvocato per separarmi in comune?

No, l’assistenza di un avvocato non è obbligatoria per la separazione in comune. L’ufficiale di stato civile ti guida in tutta la procedura senza che tu debba sostenere spese legali. Puoi comunque scegliere di consultare un avvocato privatamente prima di firmare, per verificare che gli accordi economici siano equi e tutelino i tuoi interessi. Questa consulenza è facoltativa e a pagamento.

Quanto tempo devo aspettare per divorziare dopo la separazione in comune?

Dopo la separazione consensuale (in comune o con altre modalità) devi attendere 6 mesi prima di poter chiedere il divorzio. Questo termine decorre dalla data in cui hai firmato il verbale di separazione davanti all’ufficiale di stato civile. Trascorsi i 6 mesi, puoi divorziare con negoziazione assistita, in tribunale o nuovamente in comune (se permangono i requisiti).

Posso cambiare idea dopo il primo appuntamento in comune?

Sì, puoi cambiare idea in qualsiasi momento prima della firma del verbale finale. Se dopo il primo appuntamento ripensate alla separazione, semplicemente non vi presentate al secondo appuntamento. La richiesta decade automaticamente senza conseguenze legali o economiche. Non dovete comunicare nulla al comune: la mancata presentazione equivale a rinuncia.

Se abbiamo un conto corrente cointestato, posso separarmi in comune?

Sì. Il conto corrente cointestato è un bene mobile e non impedisce la separazione in comune. Dovete semplicemente accordarvi su come gestirlo: chiuderlo e dividere il saldo a metà, lasciarlo cointestato, assegnarlo interamente a uno dei due con compensazione economica per l’altro. Dichiarate la vostra scelta all’ufficiale di stato civile che la inserirà nel verbale.

Serve il consenso di entrambi i genitori se mio figlio ha appena compiuto 18 anni?

No. Una volta che tuo figlio ha compiuto 18 anni è legalmente maggiorenne e autonomo. La separazione è una questione che riguarda solo te e il tuo coniuge. Vostro figlio non deve dare alcun consenso e non deve essere presente agli appuntamenti in comune. Ovviamente, se tuo figlio maggiorenne non è autosufficiente economicamente, non puoi separarti in comune (vedi requisiti).

Posso separarmi in comune se uno di noi due è straniero?

Sì, se il matrimonio è stato celebrato in Italia o è stato trascritto nei registri italiani. La cittadinanza dei coniugi è irrilevante: conta solo che il matrimonio sia valido secondo l’ordinamento italiano. Se uno di voi è straniero, deve portare documento d’identità o passaporto valido e eventuale permesso di soggiorno se extracomunitario.

Cosa succede se non ci presentiamo al secondo appuntamento?

La richiesta di separazione decade automaticamente. Non subite conseguenze legali o economiche. Potete ripresentare una nuova richiesta in futuro, quando e se vorrete. Il comune non conserva traccia della richiesta decaduta e non dovete fornire spiegazioni.

Devo indicare l’addebito della separazione nel verbale?

No, non è obbligatorio. Potete separarvi senza indicare alcun addebito. La separazione “senza addebito” è la soluzione più comune e rapida. Se uno di voi vuole che la separazione sia addebitata all’altro (per violazione dei doveri coniugali), dovete concordarlo e dichiararlo esplicitamente nel verbale. L’ufficiale di stato civile registra quello che dichiarate, senza verificare i motivi.

Se possediamo solo un’auto intestata a me, posso separarmi in comune?

Sì. L’auto è un bene mobile e non impedisce la separazione in comune. Se l’auto è intestata solo a te, rimane tua proprietà. Se è intestata al coniuge, rimane sua. Se volete dividere il valore dell’auto (perché acquistata durante il matrimonio con soldi comuni), potete accordarvi per una compensazione economica che inserirete nel verbale. Il requisito ostativo riguarda solo gli immobili in comproprietà.

Conclusione: la separazione in comune è la scelta giusta per te?

La separazione consensuale in comune rappresenta la soluzione ideale se tu e il tuo coniuge avete deciso di comune accordo di separarvi e ricorrono tutti i requisiti di legge: nessun figlio minore o maggiorenne non autosufficiente, nessun immobile in comproprietà, accordo completo su ogni aspetto.

I vantaggi sono evidenti: procedura completamente gratuita (se escludi le marche da bollo per le copie), tempi rapidi (60-90 giorni totali), nessuna necessità di avvocato, nessun passaggio in tribunale. Risparmi tempo, denaro e stress emotivo.

Se non hai tutti i requisiti, non preoccuparti: esistono alternative altrettanto valide. La negoziazione assistita ti permette di separarti con l’aiuto di avvocati anche in presenza di figli o patrimonio immobiliare, mantenendo costi contenuti e tempi ragionevoli (3-4 mesi). La separazione in tribunale rimane necessaria solo quando non trovate un accordo.

Scegli la modalità più adatta alla tua situazione. L’importante è affrontare questo momento delicato con consapevolezza, tutelando i tuoi diritti e quelli delle persone che ami.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza legale. Per valutare la soluzione migliore per il tuo caso specifico, ti consigliamo di consultare un avvocato specializzato in diritto di famiglia.

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