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Negoziazione assistita: cos’è, come funziona e quando conviene

Stai affrontando una separazione o un divorzio e hai sentito parlare di negoziazione assistita? È normale sentirsi confusi di fronte a questo termine: su internet trovi informazioni contrastanti, non sai se fa per il tuo caso, quanto costa e se conviene davvero rispetto ad andare in tribunale. In questa guida ti spiego con chiarezza cos’è la negoziazione assistita, come funziona nella pratica, quando conviene sceglierla e quando invece è preferibile un’altra strada. Ti aiuterò a capire se è la soluzione giusta per la tua situazione, con informazioni concrete su costi, tempi e procedura.

In questa guida scoprirai:

  • Cos’è la negoziazione assistita e come funziona
  • Quando conviene rispetto al tribunale
  • La procedura completa step-by-step
  • Costi realistici e tempi medi
  • Vantaggi e svantaggi rispetto ad altre modalità
  • Cosa sapere se hai figli minori
  • Documenti necessari e FAQ

Cos’è la negoziazione assistita

La negoziazione assistita è una procedura stragiudiziale che permette ai coniugi di separarsi o divorziare senza passare dal tribunale, con l’assistenza obbligatoria di almeno un avvocato per parte. L’accordo raggiunto attraverso questa modalità ha la stessa validità legale di una sentenza che il giudice emette. In pratica, funziona così: tu e il tuo coniuge, ciascuno assistito dal proprio avvocato, vi incontrate per negoziare le condizioni della separazione o del divorzio. Gli avvocati hanno il ruolo di guidarvi nella discussione, aiutarvi a trovare punti di accordo e redigere la convenzione finale. Se riuscite a raggiungere un’intesa su tutti gli aspetti (affidamento dei figli, casa coniugale, mantenimento, divisione del patrimonio), gli avvocati redigono una convenzione di negoziazione assistita. Una volta che entrambi i coniugi e gli avvocati firmano questo documento e lo trasmettono agli uffici competenti, produce effetti immediati senza bisogno dell’intervento di un giudice.

Differenza tra negoziazione assistita e separazione in tribunale

Molte persone mi chiedono: qual è la differenza tra negoziazione assistita e la tradizionale separazione in tribunale? Ecco un confronto chiaro:
Aspetto Negoziazione Assistita Separazione in Tribunale
Tempi 30-60 giorni 4-6 mesi (consensuale) 12-24 mesi (giudiziale)
Costi Contenuti Più elevati (consensuale) Molto più elevati (giudiziale)
Privacy Totale (nessuna udienza pubblica) Limitata (udienze pubbliche)
Flessibilità Accordo personalizzato Decisione del giudice
Requisito Serve accordo tra coniugi Possibile anche con disaccordo
Come puoi vedere, la negoziazione assistita offre vantaggi significativi in termini di tempo, costi e riservatezza. Richiede che tu e il tuo coniuge siate disposti a dialogare e trovare un accordo. Se c’è un conflitto insanabile, dovrai rivolgerti al tribunale.

Quando conviene la negoziazione assistita

Questo è uno degli aspetti che genera più confusione: per separarsi o divorziare bisogna per forza tentare la negoziazione assistita? La risposta è: no — nella separazione e nel divorzio è una via volontaria e alternativa al tribunale. Un obbligo di tentativo preventivo (la cosiddetta condizione di procedibilità) esiste nel nostro ordinamento, ma riguarda altre materie civili — come il risarcimento dei danni da circolazione stradale o le richieste di pagamento fino a 50.000 euro. Per la separazione e il divorzio il legislatore ha fatto una scelta diversa: offrire uno strumento in più, non imporre un passaggio in più.

Quando è la strada giusta

La negoziazione assistita dà il meglio quando c’è margine di dialogo. È la strada giusta, in particolare, per:

  • Separazione consensuale (o che può diventare tale con una trattativa ben condotta)
  • Divorzio congiunto, anche dopo una separazione già definita
  • Modifica delle condizioni di separazione o divorzio già esistenti
  • Accordi sul mantenimento tra coniugi o verso i figli

In pratica: la procedura inizia con un invito formale che il tuo avvocato invia al coniuge. Se l’invito viene accettato si apre la trattativa, e l’accordo raggiunto ha lo stesso valore di un provvedimento del tribunale — in genere in 30-60 giorni.

Quando invece NON è la strada giusta

Ci sono situazioni in cui la via giusta è direttamente il tribunale:
  • Violenza domestica o familiare: se sei vittima di violenza da parte del coniuge, puoi procedere immediatamente con il ricorso al giudice
  • Situazioni di urgenza: quando servono provvedimenti urgenti che non possono attendere i tempi della negoziazione
  • Procedimenti già pendenti: se c’è già una causa in corso in tribunale
  • Coniuge irreperibile: se non riesci a rintracciare il tuo coniuge per inviargli l’invito
  • Incapacità di uno dei coniugi: in presenza di interdizione o gravi problemi di salute mentale
In questi casi il tribunale offre le tutele immediate che una trattativa non può garantire.

Cosa succede se il tentativo non riesce

Nessuna penalità: se l’invito viene rifiutato, resta senza risposta o la trattativa non porta a un accordo, si può procedere con il ricorso in tribunale. Il tentativo non pregiudica nulla — e spesso, anche quando non riesce, serve a chiarire le posizioni delle parti.

Come funziona la procedura di negoziazione assistita

Vediamo ora, passo dopo passo, come si svolge concretamente una negoziazione assistita per separazione o divorzio.

Step 1: invito formale

La procedura inizia quando tu (o il tuo coniuge) decidete di separarvi e il vostro avvocato invia un invito formale a negoziare. Questo invito deve essere trasmesso tramite raccomandata A/R, PEC (posta elettronica certificata) o consegna a mani. L’invito contiene:
  • L’indicazione dell’oggetto della controversia (separazione, divorzio, modifica condizioni)
  • Il nome dell’avvocato che assiste chi ha inviato l’invito
  • L’invito a nominare un proprio avvocato e comunicarne i dati
  • L’avvertimento che la mancata risposta entro 30 giorni equivale a rifiuto
Il coniuge che riceve l’invito ha 30 giorni di tempo per rispondere, indicando se accetta o rifiuta il tentativo di negoziazione e i dati del proprio avvocato.

Step 2: incontri con gli avvocati

Se entrambi i coniugi accettano, inizia la fase di negoziazione vera e propria. Gli avvocati fissano uno o più incontri in cui le parti, assistite dai rispettivi legali, discutono i termini della separazione o del divorzio. Durante questi incontri si affrontano tutti gli aspetti rilevanti:
  • Affidamento dei figli (se presenti): condiviso o esclusivo, collocamento prevalente, diritto di visita
  • Mantenimento: assegno per il coniuge economicamente più debole e contributo per i figli
  • Assegnazione della casa coniugale: a chi spetta l’uso dell’abitazione familiare
  • Divisione del patrimonio: beni mobili, immobili, conti correnti, investimenti
  • Addebito della separazione (se richiesto): responsabilità della crisi coniugale
Il ruolo degli avvocati è fondamentale: facilitano il dialogo, propongono soluzioni equilibrate, fanno da mediatori quando emergono tensioni. L’obiettivo è trovare un accordo che soddisfi entrambe le parti e tuteli gli interessi dei figli (se presenti).

Step 3: redazione della convenzione

Quando si raggiunge l’accordo su tutti i punti, gli avvocati redigono la convenzione di negoziazione assistita. Questo documento riporta in forma scritta e dettagliata tutti gli accordi presi:
  • Dati anagrafici dei coniugi
  • Dichiarazione di volersi separare (o divorziare)
  • Accordi sull’affidamento e collocamento dei figli
  • Importi e modalità del mantenimento
  • Assegnazione della casa coniugale
  • Patti patrimoniali e divisione dei beni
  • Ogni altro accordo rilevante
Gli avvocati leggono attentamente la convenzione, la discutono con i coniugi e, se tutti sono d’accordo, entrambi i coniugi ed entrambi gli avvocati la firmano.

Step 4: trasmissione ed efficacia

Una volta che tutti firmano la convenzione, l’avvocato la trasmette a:
  • Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente, se ci sono figli minori o figli maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti. Il Procuratore verifica che l’accordo tuteli adeguatamente gli interessi dei figli.
  • Al Comune di residenza o dove è stato celebrato il matrimonio (per l’annotazione nei registri dello stato civile), se non ci sono figli nelle condizioni sopra indicate.
Se il Procuratore rileva che l’accordo è contrario all’interesse dei figli, può trasmettere gli atti al Presidente del Tribunale che convoca le parti. In questo caso la negoziazione assistita non produce effetti e bisognerà modificare gli accordi o rivolgersi al tribunale. Se non ci sono problemi (caso più frequente), la convenzione diventa efficace immediatamente e produce gli stessi effetti di una sentenza di separazione o divorzio pronunciata dal tribunale.

Costi e tempi della negoziazione assistita

Uno degli aspetti che più preoccupano chi sta valutando la separazione è: quanto costa e quanto tempo ci vuole? Vediamo dati realistici.

Quanto costa

I costi della negoziazione assistita si compongono principalmente degli onorari degli avvocati. A differenza della separazione in tribunale, qui non ci sono spese per contributo unificato (tassa da versare allo Stato per depositare il ricorso). L’importo varia in base a diversi fattori:
  • Complessità del caso: presenza di figli minori, patrimonio da dividere, numero di questioni da risolvere
  • Numero di incontri: più incontri servono, più aumenta il lavoro degli avvocati
  • Tempo necessario: casi risolti rapidamente comportano onorari inferiori
  • Professionista scelto: ogni avvocato definisce i propri compensi
A questi costi si aggiungono spese accessorie come marche da bollo ed eventuali spese notarili (solo se ci sono immobili da trasferire o ipoteche da cancellare). È importante sapere che ogni coniuge paga il proprio avvocato. Tuttavia, si può concordare una diversa ripartizione delle spese se uno dei due ha maggiori disponibilità economiche. In generale, la negoziazione assistita risulta significativamente più economica della separazione in tribunale grazie ai tempi ridotti e all’assenza di numerose udienze e formalità processuali.

Quanto tempo ci vuole

Tempi medi: 30-60 giorni dall’invio dell’invito alla firma della convenzione Il tempo effettivo dipende da diversi fattori:
  • Collaborazione dei coniugi: se siete d’accordo sui punti principali, bastano 1-2 incontri (3-4 settimane totali)
  • Complessità della situazione: con più figli, patrimoni articolati o questioni controverse servono più incontri (6-8 settimane)
  • Disponibilità degli avvocati: per fissare gli incontri bisogna coordinarsi con le agende di entrambi i legali
  • Presenza di figli minori: se c’è il controllo della Procura possono servire 2-3 settimane in più
In ogni caso, anche nei casi più complessi, la negoziazione assistita è molto più veloce del tribunale dove i tempi partono da 4-6 mesi per una separazione consensuale e arrivano a 12-24 mesi per una giudiziale.

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Ogni caso di separazione è unico. Se vuoi capire se la negoziazione assistita è la soluzione giusta per te, richiedi una consulenza gratuita di 30 minuti. Analizzeremo insieme la tua situazione e ti indicherò la strategia più vantaggiosa in termini di tempi, costi e tutela dei tuoi diritti.

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Vantaggi e svantaggi della negoziazione assistita

Come ogni strumento, la negoziazione assistita ha i suoi pro e contro. Vediamoli con onestà, così puoi valutare se è adatta al tuo caso.

Vantaggi

1. Velocità 30-60 giorni contro i 4-24 mesi del tribunale. Se hai fretta di chiudere la questione e ripartire con la tua vita, la negoziazione assistita è la scelta migliore. 2. Costi ridotti Significativamente più economica della separazione in tribunale. Risparmi sia sugli onorari (meno udienze = meno lavoro per gli avvocati) sia sulle spese processuali, oltre all’assenza del contributo unificato. 3. Privacy totale Non ci sono udienze pubbliche in tribunale. Tutto si svolge negli studi legali, al riparo da occhi indiscreti. Per chi tiene alla riservatezza, questo è fondamentale. 4. Flessibilità dell’accordo Puoi concordare soluzioni personalizzate che un giudice difficilmente concederebbe. Ad esempio: calendari di visita particolari, accordi creativi sul mantenimento, divisioni patrimoniali su misura. 5. Minore conflittualità Il clima è più collaborativo che in tribunale. Gli avvocati facilitano il dialogo e riducono lo scontro. Questo è prezioso soprattutto se ci sono figli: meno conflitto tra i genitori significa meno sofferenza per i bambini. 6. Controllo sul risultato Sei tu (insieme al coniuge) a decidere le condizioni della separazione, non un giudice che non ti conosce. Hai maggiore controllo sul tuo futuro.

Svantaggi

1. Richiede accordo Se il tuo coniuge rifiuta la negoziazione o se siete troppo in conflitto per dialogare, questa strada non è percorribile. Dovrai andare in tribunale. 2. Serve comunque l’avvocato Non puoi fare la negoziazione assistita da solo. Devi obbligatoriamente avere un avvocato (e il tuo coniuge un altro). Se speravi di risparmiare facendo tutto in autonomia, questa non è la modalità giusta. L’unica che lo permette è la separazione in comune, possibile solo senza figli e senza immobili. 3. Non adatta ai casi complessi Se ci sono questioni molto controverse (patrimoni importanti, aziende, trust, proprietà all’estero) o se sospetti che il coniuge nasconda beni, meglio il tribunale dove il giudice può ordinare accertamenti e indagini patrimoniali. 4. Serve buona fede Se uno dei due coniugi negozia in malafede (nasconde informazioni, fa pressioni, propone accordi capestro), l’altro è in posizione di svantaggio. In tribunale ci sono maggiori garanzie procedurali.

Negoziazione assistita con figli minori: cosa sapere

Se hai figli minori (o maggiorenni non autosufficienti), la negoziazione assistita ha alcune particolarità importanti da conoscere.

Aspetti da regolare per i figli

L’accordo deve obbligatoriamente disciplinare:
  • Affidamento: condiviso (regola generale) o esclusivo (casi eccezionali)
  • Collocamento prevalente: presso quale genitore vivranno abitualmente i figli
  • Diritto di visita: calendario dettagliato di quando i figli stanno con l’altro genitore (weekend, infrasettimanale, festività, vacanze)
  • Mantenimento diretto: contributo economico del genitore non collocatario per le spese quotidiane dei figli
  • Mantenimento indiretto: chi paga le spese straordinarie (mediche, scolastiche, sportive) e in che percentuale
  • Decisioni importanti: come verranno prese le scelte su scuola, salute, educazione, religione
L’accordo deve essere dettagliato e chiaro. Più siete precisi, meno problemi avrete in futuro. Ad esempio, non scrivere genericamente “il padre vedrà i figli quando vuole”, ma indicare “padre vede i figli il primo, terzo e quinto weekend del mese da venerdì ore 16 a domenica ore 19, più il mercoledì dalle 16 alle 19”.

Controllo della Procura della Repubblica

Quando ci sono figli minori, l’avvocato trasmette la convenzione firmata alla Procura della Repubblica. Il Procuratore ha 10 giorni per verificare che l’accordo rispetti l’interesse preminente dei minori. Il Procuratore controlla che:
  • L’affidamento sia adeguato (normalmente condiviso, salvo gravi motivi)
  • Il mantenimento sia sufficiente per le esigenze dei figli
  • Il calendario di visita garantisca ai figli di mantenere rapporti significativi con entrambi i genitori
  • Non ci siano clausole pregiudizievoli per i minori
Se il Procuratore rileva criticità, può trasmettere gli atti al Presidente del Tribunale che convoca le parti per approfondire. In questo caso, la negoziazione non produce effetti e bisogna modificare l’accordo o procedere in tribunale. Nella pratica, se l’accordo è equilibrato e ragionevole, il nulla osta della Procura arriva senza problemi. I casi in cui viene bloccato sono rari e riguardano situazioni davvero problematiche (mantenimento irrisorio, privazione del diritto di visita senza motivo, accordi palesemente sbilanciati).

Tempi aggiuntivi

La presenza di figli minori allunga leggermente i tempi: oltre ai 30-60 giorni per la negoziazione, vanno aggiunti i 10 giorni del controllo della Procura più eventuali giorni per le comunicazioni. In totale, calcola 6-10 settimane dalla firma della convenzione alla sua piena efficacia.

Documenti necessari per la negoziazione assistita

Per avviare e concludere la negoziazione assistita dovrai fornire al tuo avvocato alcuni documenti. Ecco una checklist completa:

Documenti personali

  • Carta d’identità e codice fiscale (tuo e del coniuge)
  • Certificato di matrimonio in carta semplice (rilasciato dal Comune)
  • Stato di famiglia (rilasciato dal Comune di residenza)
  • Se straniero: permesso di soggiorno o documenti equivalenti

Documenti sui figli (se presenti)

  • Certificati di nascita dei figli
  • Codici fiscali dei figli
  • Documentazione scolastica (iscrizione, pagelle)
  • Eventuali certificazioni sanitarie rilevanti

Documenti economici e patrimoniali

  • Certificazione Unica (CU) o modello 730/Unico ultimi 2-3 anni
  • Ultime buste paga (se dipendente)
  • Visure catastali di immobili di proprietà
  • Atti di acquisto/vendita immobili
  • Estratti conto bancari (se rilevanti per la divisione patrimoniale)
  • Documentazione su investimenti, risparmi, BOT, azioni
  • Contratti di mutuo o finanziamenti in corso
  • Contratto di locazione (se l’abitazione è in affitto)
Non tutti questi documenti sono sempre necessari. Il tuo avvocato ti indicherà quali servono effettivamente in base alla tua situazione specifica. Ad esempio, se non avete immobili non servono le visure catastali; se non ci sono figli non serve la documentazione scolastica, e così via. Consiglio pratico: inizia a raccogliere questi documenti prima dell’invio dell’invito. Averli pronti velocizza la negoziazione e ti permette di fornire informazioni accurate al tuo avvocato fin da subito.

Domande frequenti sulla negoziazione assistita

Posso fare la negoziazione assistita senza avvocato?

No, la negoziazione assistita richiede obbligatoriamente la presenza di almeno un avvocato per ciascuna parte. È proprio la presenza degli avvocati che garantisce l’assistenza tecnica e la validità legale dell’accordo. Se vuoi separarti senza avvocato, l’unica modalità possibile è la separazione consensuale in comune. Puoi scegliere questa opzione solo se non hai figli minori e non hai immobili da dividere.

Cosa succede se il mio coniuge rifiuta la negoziazione assistita?

Se il tuo coniuge rifiuta l’invito o non risponde entro 30 giorni, la negoziazione si chiude lì e si può procedere con il ricorso in tribunale. È comunque utile conservare la prova dell’invio (ricevuta della raccomandata o PEC): documenta la tua disponibilità a una soluzione concordata.

La negoziazione assistita si può usare anche per il divorzio?

Sì — ed è una scelta, non un obbligo. Se sei già separato e c’è intesa con il tuo ex coniuge, è spesso il modo più rapido per chiudere: l’accordo di divorzio si perfeziona in poche settimane, senza udienze. E se vi siete già separati con la negoziazione assistita, proseguire con la stessa modalità è ancora più naturale.

Quanto tempo ho per rispondere a un invito alla negoziazione assistita?

Hai 30 giorni dalla ricezione dell’invito per rispondere. La risposta deve indicare se accetti o rifiuti il tentativo di negoziazione e i dati del tuo avvocato. Se non rispondi entro questo termine, la legge considera il silenzio come un rifiuto e la controparte potrà procedere in tribunale.

Posso cambiare idea dopo aver firmato la convenzione?

Una volta che firmi la convenzione di negoziazione assistita e l’avvocato la trasmette agli uffici competenti, l’accordo è vincolante e produce gli stessi effetti di una sentenza del tribunale. Non puoi “cambiare idea” e annullarlo unilateralmente. In futuro puoi chiedere la modifica delle condizioni economiche (revisione dell’assegno di mantenimento) se cambiano le circostanze, attraverso una nuova negoziazione assistita o un ricorso in tribunale.

La negoziazione assistita costa meno del tribunale?

Sì, nella stragrande maggioranza dei casi. La negoziazione assistita risulta significativamente più economica della separazione in tribunale. Il risparmio deriva dal fatto che ci sono meno formalità, meno udienze e tempi molto più brevi. Inoltre, non si paga il contributo unificato (tassa statale per depositare il ricorso) previsto invece per le cause in tribunale.

Devo pagare subito tutte le spese legali?

Dipende dagli accordi con il tuo avvocato. Di solito si concorda un acconto iniziale (30-50% del preventivo) e il saldo alla firma della convenzione. Se hai difficoltà economiche, parlane apertamente con il tuo avvocato: si può concordare un pagamento rateizzato o, se hai requisiti di reddito molto bassi, puoi accedere al gratuito patrocinio (lo Stato paga le spese legali).

Posso usare lo stesso avvocato di mio marito/moglie?

No, è vietato. Nella negoziazione assistita ciascun coniuge deve avere il proprio avvocato. Questo per garantire che entrambe le parti siano assistite in modo indipendente e che non ci siano conflitti di interesse. Se provate a usare lo stesso avvocato, l’accordo non sarà valido.

La negoziazione assistita vale anche se mio marito è straniero?

Sì, la negoziazione assistita è utilizzabile anche se uno o entrambi i coniugi sono stranieri, purché il matrimonio sia stato celebrato in Italia o comunque riconosciuto dall’ordinamento italiano. Se ci sono questioni di diritto internazionale (beni all’estero, figli residenti in altri paesi), il tuo avvocato dovrà verificare quali leggi si applicano. La procedura di negoziazione assistita rimane comunque percorribile.

Se abbiamo già un accordo scritto, serve comunque la negoziazione assistita?

Sì. Anche se tu e il tuo coniuge avete già messo nero su bianco tutti gli accordi, per dare a questi accordi validità legale dovete formalizzarli attraverso una delle procedure previste: negoziazione assistita, separazione in comune o separazione in tribunale. Un semplice accordo privato, anche se firmato, non ha efficacia legale e non vi separa ufficialmente. La negoziazione assistita è il modo più veloce per “ufficializzare” l’accordo che avete già raggiunto.

Conclusione: la negoziazione assistita è la scelta giusta per te?

Abbiamo visto che la negoziazione assistita è una procedura rapida (30-60 giorni), economica e riservata per separarsi o divorziare senza passare dal tribunale. Richiede che tu e il tuo coniuge siate disposti a dialogare e trovare un accordo con l’aiuto dei vostri avvocati. I vantaggi principali sono i tempi ridotti, i costi contenuti, la privacy totale e la flessibilità degli accordi. Gli svantaggi sono che serve la collaborazione del coniuge e comunque l’assistenza obbligatoria di un avvocato. La negoziazione assistita è la scelta ideale se:
  • Tu e il tuo coniuge siete sostanzialmente d’accordo sui punti principali
  • Volete chiudere velocemente e senza stress del tribunale
  • Volete risparmiare rispetto alla causa
  • Tenete alla riservatezza
  • Volete mantenere un rapporto civile (importante se ci sono figli)
Non è adatta se:
  • Il coniuge rifiuta categoricamente di collaborare
  • C’è un conflitto molto aspro e insanabile
  • Sospetti che il coniuge nasconda beni o redditi
  • Ci sono situazioni di violenza o abuso
Ricorda: non esiste una soluzione valida per tutti. Ogni separazione è diversa e merita un’analisi personalizzata. Quello che funziona per la tua amica o tuo cugino potrebbe non essere adatto a te.

Vuoi Capire Se la Negoziazione Assistita è Giusta per Te?

Se vuoi valutare quale sia la strada migliore per il tuo caso specifico, contattami per una prima consulenza gratuita di 30 minuti. Non è una vendita: è un momento per ascoltare la tua storia, analizzare la situazione concretamente e darti indicazioni chiare su tempi, costi e strategie. Ti spiegherò con trasparenza quali opzioni hai (negoziazione assistita, separazione in comune, tribunale) e quale conviene davvero a te, senza farti promesse irrealistiche.

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Nota importante: Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza legale. Ogni situazione è unica e richiede una valutazione personalizzata. Per ricevere assistenza specifica sul tuo caso, contatta un avvocato specializzato in diritto di famiglia.

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