FEDERICA e ALBERTO ORONZO - Avvocati divorzisti in Roma
FEDERICA e ALBERTO ORONZO
Avvocati divorzisti in Roma

Assegno di mantenimento a Roma

Il mantenimento è spesso il nodo più delicato di una separazione. Riguarda i figli e, in alcuni casi, il coniuge. Ti aiutiamo a definirlo (o a contestarlo) in modo equo e sostenibile, sulla base della tua reale situazione economica.

Il mantenimento dei figli

Entrambi i genitori contribuiscono al mantenimento dei figli in proporzione al proprio reddito. Per determinare l’importo si considerano: le esigenze del figlio, il tenore di vita goduto, i tempi di permanenza con ciascun genitore e la valenza economica dei compiti di cura. Spetta a prescindere dal tipo di affidamento.

Il mantenimento del coniuge (separazione)

In sede di separazione, l’assegno può spettare al coniuge che non ha redditi propri adeguati e a cui la separazione non sia stata addebitata. Non basta però avere redditi bassi: il giudice valuta la concreta capacità di procurarsi un reddito (età, salute, qualificazione professionale, condizioni del mercato del lavoro). Il coniuge in grado di lavorare e di mantenersi è tenuto a farlo; l’assegno tutela soprattutto chi, per ragioni oggettive — ad esempio l’inabilità al lavoro o una lunga dedizione alla famiglia — non riesce a raggiungere l’autonomia economica. Si tiene comunque conto del tenore di vita goduto durante il matrimonio.

L’assegno divorzile (divorzio)

Con il divorzio l’assegno cambia natura: ha funzione non solo assistenziale ma anche compensativa, per riequilibrare i sacrifici fatti durante il matrimonio (Cassazione a Sezioni Unite, 2018). Si valutano durata del matrimonio, contributo dato alla famiglia, redditi e prospettive di ciascuno.

Le spese straordinarie

Oltre all’assegno, le spese straordinarie dei figli (mediche, scolastiche, sportive rilevanti) si dividono di norma tra i genitori, spesso al 50%. È importante definirle bene nell’accordo per evitare conflitti futuri.

Si può modificare

Sì. Se cambiano le condizioni economiche (perdita del lavoro, nuovo reddito) o le esigenze dei figli, si può chiedere al giudice la revisione dell’importo, in aumento o in diminuzione.

Come ti aiutiamo

Gli Avvocati Federica e Alberto Oronzo, iscritti all’Ordine degli Avvocati di Roma con oltre 20 anni di esperienza nel diritto di famiglia, ti assistono nel determinare o rivedere l’assegno in modo equo, documentando con cura la situazione economica.

Domande frequenti

Come si calcola l’assegno per i figli?

Non esiste una tabella fissa: si parte dalle esigenze del figlio e si ripartisce tra i genitori in proporzione ai redditi, tenendo conto dei tempi di permanenza con ciascuno.

Fino a quando spetta il mantenimento ai figli?

Fino al raggiungimento dell’indipendenza economica; non cessa automaticamente alla maggiore età.

Che differenza c’è tra mantenimento del coniuge e assegno divorzile?

Il primo riguarda la fase di separazione; il secondo il divorzio e ha anche una funzione compensativa, valutata secondo criteri diversi.

L’importo si può modificare in futuro?

Sì, chiedendo la revisione quando mutano i redditi o le esigenze, in aumento o in diminuzione.

L’assegno al coniuge spetta sempre?

No. Se il coniuge è in grado di lavorare e di mantenersi, di norma l’assegno non viene riconosciuto o è ridotto: tutela soprattutto chi non può raggiungere l’autonomia economica per ragioni oggettive (inabilità al lavoro, età, lungo allontanamento dal lavoro per dedicarsi alla famiglia).

Un mantenimento equo e sostenibile

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